Biografie per Versi e Note
Nel cantiere di un'infanzia

Francesco Battiato rinasce a Jonia il 23 marzo 1945 dotato di una natura trasversale, sotto il segno caparbio dell'ariete. Trascorre un'infanzia duale, tra libertà tribali nei passatempi tra coetanei e leggi arcaiche di rispetto verso i valori tradizionali. La sua formazione sono quindi i giochi, l'esperienza di un padre distratto, la scuola frequentata con ottimo profitto, l'acume delle apprendiste a scuola dalla zia sarta e, soprattutto, la chitarra imparata da autodidatta, spiando gli accordi nelle feste di paese. Ogni tanto il velo che occulta il mondo si squarcia: l'umidità sugli aquiloni, una domenica della palme, meditazioni precoci su un muretto di fronte al mare. Lo svolgimento al tema della terza elementare che invita lo scolaretto Francesco a parlare di sÚ, si risolve tutto in una domanda: "Io chi sono?" Lo sgambetto del destino si concretizza quando ha dodici anni, sul palo di una porta di calcio. Francesco Battiato cambia fisiognomica e acquista un naso che per questa scienza significa maggiore decisione e volontà più ferma. Quella che ci vuole, qualche anno dopo, per mandare in malora l'università e seguire la luce del vulcano che indica la Milano beat ed il successo.

Francesco Battiato nasce a Milano nel 1963 e cresce con l'aiuto di un padrino che si chiama Giorgio Gaber . I primi tempi della sua vita lombarda sono duri. Incide, ricantandole, alcune hit di Sanremo allegate ad una rivista enigmistica e per sbarcare il lunario le distribuisce in qualità di fattorino. Si esibisce con il conterraneo Gregorio Alicata in un improbabile duo chiamato "Gli Ambulanti" . Di quegli anni sono pure la grande scuola della balera, le esperienze al Cab 64 di Tinin e Velia Mantegazza e quelle con Gino Negri in teatro, dove si occupa clandestinamente delle musiche di scena.

Briciole di notorietà per un breve periodo beat, in occasione del quale diventa Franco, con tanto di partecipazione a trasmissioni televisive ("La Torre" ) e l'amicizia con Herbert Pagani , autore del testo di "Il Mondo Va Così" ...ma non finisce qui.

Incide per i collezionisti che verranno alcuni singoli, tra i quali: "Vento Caldo" , "Bella Ragazza" ed "È L'Amore" . Suona con Ombretta Colli , si nasconde in alcune canzoni di Gaber e Daniela Ghibli . Un numero di Topolino del 1969, gli dedica un albo d'oro e lo celebra come "un personaggio singolare che si piazza onorevolmente fra i cantanti degni di considerazione". Considerazione che il nostro non doveva avere di sé stesso. È crisi. Si volta pagina.

 
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aggiornamento: Febbraio 2009


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