Biografie per Versi e Note
La messa è finita

rinasce da una fornicazione a Catania, nel 1995. La sua levatrice è un filosofo che, nonostante tutto, non ama la maieutica.
Preceduto da un'attesa notevole e da una tournèe internazionale che arriva fino in Libano, per i suoi 50 anni il nuovo regala al pubblico "L'Ombrello E La Macchina Da Cucire" i cui testi sono interamente affidati a Manlio Sgalambro . Per i fans è un micro lutto, difficile da elaborare. È insito, tuttavia, in questa collaborazione il concetto di sfida, di sacrilegio al santautore, un desiderio di ridurre l'esposizione dopo anni di spudoratezza in musica. In quest'opera di decostruzione e liberazione, trova come demolitore uno che di empietà se ne intende. L'album, che pecca a tratti di autocompiacimento, raggiunge più il cervello che il cuore del pubblico ed è, negli anni EMI, il meno venduto dei suoi lavori. Scriverà Sgalambro in "Teoria Della Canzone" , un libretto dedicato a Battiato: "Il cantante deve convincere delle sue tesi. Contrariamente al filosofo, però, lui può farlo senza argomenti".

Meravigliosa non verità se applicata alle ragioni della discografia. Presto sarà tempo di imboscate. Prima, però, nell'estate del 1995 comincia l'avventura delle "Estati Catanesi" (3 edizioni) e del Festival "Il Violino E La Selce" (9 edizioni) . Esperienze che permetteranno a Battiato di sperimentarsi anche come direttore artistico con ottimi risultati e programmazioni di qualità. Nel frattempo l'uomo dell'isola dei giardini approda sul web con un sito ufficiale al quale si aggiungeranno numerosi altri tributi di fan , segno di un'ammirazione che il pubblico continua a riservargli.

e Sgalambro, si diceva, cambiano rotta e tendono l'agguato al pubblico del 1996 con un album innovativo ed immediato. Ne "L'Imboscata" , lanciato dal singolo ritmatissimo "Strani Giorni" con videoclip diretto da Enrico Ghezzi , riaffiorano alcuni temi cari al musicista, con citazioni, plurilinguismo, slogan e un'inusuale canzone d'amore, "La Cura" destinata immediatamente a fare epoca. La fornicazione meglio riuscita tra musica e filosofia finirà cantata al "Grande Fratello" e ai matrimoni, in un'ambiguità che è la costante dei suoi successi. In ogni caso, "L'Imboscata" rilancia e lo fa conoscere anche ai giovanissimi. Spudorata la promozione del lavoro, prodotto dalla nuova casa discografica Polygram, che si concretizza in un lungo tour nei palasport e nelle principali piazze italiane.

Il secondo progetto discografico di e Sgalambro, che in fondo si sorregge su tre episodi, dimora in classifica per quasi un anno e dimostra che quando l'alchimia si compie, si possono provare brividi di miracoloso piacere. Il CD avrà anche una edizione spagnola .

Una decisa virata verso i suoni techno arriva sul finire del 1998 con "Gommalacca" , uno dei vertici della produzione di . Il lavoro è ardito e meno immediato del predecessore. Trainato dal battutissimo singolo radiofonico "Shock In My Town" , "Gommalacca" , miglior album dell'anno per quelli del Club Tenco, riesce ad ottenere un buon successo ed è, soprattutto, il capostipite musicale per molti dei suoni futuri. In questi anni l'artista collabora e promuove innumerevoli colleghi, tra i quali si ricordano i Bluvertigo di "Zero" e Juri Camisasca di "Arcano Enigma" . stupisce con i suoni di "Gommalacca" anche il festival di Sanremo, cui partecipa come superospite , accompagnato dall'orchestra diretta da Giusto Pio e da danzatori di Tai Chi. L'impatto frontale di Gommalacca si stempera nel successivo, spiazzante lavoro di Battiato.

Da tempo nell'aria, proposto in alcuni concerti, soprattutto in Spagna, si concretizza nel 1999 il progetto "FLEURs" nel quale Battiato reinterpreta con quartetto d'archi, piano e tastiera, brani più o meno noti degli anni '60 dai Rolling Stones a De Andrè . È un successo clamoroso; probabilmente con questo disco, i fan di Battiato ascoltano musica cui difficilmente si sarebbero accostati e coloro che Battiato non lo amano, lo comprano per l'occasione. L'album, che gli varrà il Premio Tenco come migliore interprete, vende oltre 400.000 copie ed è seguito da un tour interminabile. Alcune di queste canzoni entrano così di diritto nel suo repertorio, tanto da essere tra le più acclamate ai concerti. Forse anche a causa del successo di "FLEURs" , il mercato discografico italiano verrà invaso da cover. Nel 2000 su commissione del Maggio Fiorentino dà forma con il solito Sgalambro, ai 7 movimenti sonori di "Campi Magnetici" , musica per balletto che ignora il balletto . La preventivata opera "Babilonia - Logoi dagli ultimi 2000 anni" sembra sia confluita in parte in questo interessantissimo lavoro che si avvale del sopranista Simone Bartolini (già presente in FLEURs ) e di testi filosofico - matematici recitati da Sgalambro e dallo stesso . Parti dell'opera vengono presentate con successo ad un festival di musica sacra in India. Sono comunque anni di iperattività in ogni campo; non si contano le prefazioni ai libri, le collaborazioni amichevoli e le mostre, che preoccupano un po' i fan della musica di . Nella primavera del 2001, a lenire le ansie del periodo, esce "Ferro Battuto" , incredibilmente presentato come "La voce del padrone del terzo millennio".

Il lavoro è controverso, una sorta di juke box di stili e di suoni molto diversi tra loro. "Ferro Battuto" , pur gradevole, risulta dispersivo e privo di un'identità. Anche a questo CD segue un tour e un'edizione spagnola contenente un mirabile duetto con Mercedes Sosa in "Lejanias Azules" . È proprio durante questa serie di concerti che nasce l'idea di incidere un disco di cover affidate alla voce di Manlio Sgalambro, applaudito durante il suo siparietto live nel quale canta "La Mer" e "Me Gustas Tú". "Avrei convinto più facilmente una suora ad entrare in un bordello che Sgalambro a salire su un palcoscenico" dichiarava nel 1995. Ora esce "Fun Club" operazione filosofico - commerciale che riesce solo sotto il primo aspetto. La musica non sembra più il maggiore interesse per Battiato e il desiderio di spingersi in altri campi obbliga il musicista a ripetersi, anche per reperire risorse finanziarie. È il 2002 quando esce "FLEURs³" , opera che nel titolo nasconde l'astuzia di chi è costretto dal mercato a bissare, ma avrebbe anche voglia di chiuderla lì. Undici cover ed un inedito, "Come Un Sigillo" , in coppia con Alice che non rinverdisce i fasti del passato e viene ricordato solo per una polemica con "Avvenire", scandalizzato da alcuni termini anatomici pruriginosi. "FLEURs³" , che raggiunge la vetta della hit parade, sembra preparatorio e legato con robusti fili ad una svolta, ad una rinascita, seppure di ritorno. Non prima, però, che il suo autore abbia lasciato il segno su Sanremo del 2003 con la vittoria per il miglior arrangiamento, composto per "Morirò D'Amore" di Giuni Russo . Nel segno della memoria verso l'artista palermitana, sul finire del 2008, ritorna sul luogo del delitto con "Fleurs 2" . Il lavoro chiude una trilogia che ha rivelato la classe di un interprete rimasta nascosta per decenni. Il 2 del titolo, oltre a colmare il posto vacante, si spiega con una serie di duetti che impreziosiscono il lavoro. Dall'inconsueto Antony all'amico Camisasca , passando per la voce jazz di Anne Ducros . Partito in sordina, nonostante lo strategico coinvolgimento di Carmen Consoli per l'inedito "Tutto L'Universo Obbedisce All'Amore" , il lavoro si conquista un proprio spazio in classifica ed una lunga tournè nei teatri di Italia. In questa occasione viene proposta anche una commovente versione di "Inverno" eseguita per la prima volta in occasione di Fabrizio 2009, l'omaggio televisivo a De André nel decennale della scomparsa.

 
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aggiornamento: Febbraio 2009


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