Professore, rispondo con vero piacere.
La notizia che Le hanno riferito non è per niente esatta.
Il film, in tre movimenti, si chiama Musikanten.

• Nel 1° movimento, si descrivono i due protagonisti, che lavorano per un'emittente televisiva, in una maniera insolita, e mi pare interessante. Si ignora, con naturalezza, la logica tradizionale del racconto e del suo pubblico, dal momento che se ne cerca un altro. I personaggi, inventati, sono più vicini all'antica Grecia che alle società grossolane e superficiali odierne.

• Nel 2° movimento, tramite un espediente regressivo, si cambia epoca. Siamo nell'Ottocento, a casa di Ludwig van Beethoven. È toccato a un non attore, Alejandro Jodorowsky, rappresentare (degnamente) l'illustre e complesso compositore. Conoscendo la Sua pignoleria, e i Suoi inevitabili scuotimenti di testa, La prevengo. Il programma in fase di scrittura, aveva quattro punti fermi.

◊ Primo. Scegliere fonti di prima mano. E che cosa poteva essere più sicuro degli Epistolari?

◊ Secondo. L'avventura cinematografica di Beethoven era stata fissata nel tempo reale di mezzo film, circa 45 minuti. All'interno di questo spazio predefinito doveva starci una sintesi efficace della sua intensissima esistenza.

◊ Terzo. La scelta convinta, di evitare nomi, luoghi, e date.

◊ Quarto. L'arbitrarietà necessaria che impone l'opera d'arte, per cui il ritmo, l'etica e l'estetica, vengono prima della a volte superflua verità storica. Per questo, nel film, B. muore tra bianche e pulite lenzuola, invece che tra insopportabili dolori, pidocchi e fetore. Ma questo è un omaggio degli autori alla sua commovente grandezza.

• Nel 3° movimento, a sorpresa, un colpo di stato. Cinque nazioni fondano il Nuovo Partito Democratico Mondiale.

Suo devoto B.