Giulio, anche se in pensione, continua a esercitare la sua vecchia professione, insegnare "Antropologia culturale" presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.

È ateo e ha una vera passione per le feste etnico-popolari.

Dovunque ci sia una rappresentazione curiosa e intrigante, c'è lui a documentare, intervistare e archiviare.

È appunto il tentativo di assistere e riprendere una festa del fuoco di origini pre-cristiane.